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Come rappresentare graficamente le serie temporali in Excel

Per rappresentare su Excel i dati relativi a degli intervalli temporali possiamo scegliere tra due tipi di grafici: il grafico a barre oppure il grafico a linee. Questi tipi di grafici possono essere utilizzati per rappresentare una o più serie di dati. Ora vedremo come realizzarli.

1. Il grafico a barre

I grafici a barre possono essere a barre verticali o a barre orizzontali. Sono dei grafici molto diffusi e conosciuti, per questo motivo ci risultano più facili da leggere rispetto ad altre rappresentazioni grafiche.

Il grafico a barre verticali

Per creare un grafico a barre verticali in Excel, bisogna partire da una tabella di dati. Si seleziona la prima casella (nel nostro esempio “Periodo”) e, tenendo premuto il tasto del maiuscolo (⇧), si clicca sull’ultima casella in fondo a destra (“42%”). 


Apparirà così una cornice verde che ci indica che abbiamo selezionato i dati. A questo punto, basta cliccare su “Inserisci” dal menu in alto e selezionare l’icona degli istogrammi (o grafici a barre). Scegliamo la prima opzione tra quelle proposte nella categoria “Colonne 2D”. 



Ecco il nostro grafico. Excel ce lo presenta con una visualizzazione di default (con griglia, assi, larghezza ristretta delle barre, colori,…) che possiamo – anzi dobbiamo! – modificare per migliorarlo.

Per rendere il grafico più leggibile (e graficamente più bello) possiamo togliere la griglia di fondo, eliminare l’asse y, aggiungere le etichette dei dati all’interno delle barre e ampliare la larghezza delle colonne. Queste opzioni si possono modificare dal menu in alto, selezionando “Struttura grafico” e poi “Aggiungi elemento grafico”.

Se vogliamo dare maggiore risalto a dei valori in particolare, come per esempio quello massimo e quello minimo, il colore ci viene in aiuto. Per modificare il colore delle colonne basta cliccare due volte sulla colonna interessata: a destra apparirà un menu delle impostazioni che ci permetterà di modificare i colori.

Il grafico a barre orizzontali

Il grafico a barre orizzontali è più facile da leggere rispetto a quello a barre verticali, sopratutto se i testi delle categorie sono piuttosto lunghi (in questo caso possiamo inserire i testi anche all’interno delle barre, invece che a lato). Per creare questo tipo di grafico ripetiamo gli stessi passaggi che abbiamo visto precedentemente, però questa volta scegliamo l’opzione “Barre 2D”.

Anche in questo caso, Excel ci mostrerà un grafico con una visualizzazione standard. Inizia il nostro lavoro da designer: in questo caso aggiungeremo le etichette dei dati, elimineremo l’asse x, toglieremo la griglia di fondo e allargheremo le barre per migliorare il nostro grafico seguendo lo stesso procedimento visto per il grafico a barre verticali.

Utilizzeremo poi il colore per evidenziare i dati che vogliamo che spicchino maggiormente. Per modificare il colore delle barre, seguiamo il procedimento visto sopra.





Attenzione però, creando il grafico a barre orizzontali Excel inverte l’ordine delle categorie: nell’esempio, senza modifiche la prima barra sarebbe stata quella di “DIC” e l’ultima quella di “GEN”. Per mantenere l’ordine delle categorie scelto e rispettare l’ordine cronologico del calendario (iniziando quindi con la barra di “GEN”), bisogna riordinare la tabella di partenza in modo che parta dalla categoria che vogliamo si trovi in fondo al nostro grafico (“DIC”).


Qui potete trovare alcuni consigli su come realizzare un grafico a barre. 
Mi raccomando, niente effetti 3D!

2. Il grafico a linee

Questo tipo di visualizzazione permette di identificare chiaramente il trend dei dati ed è per questo motivo che è sicuramente il grafico che si presta meglio a rappresentare le serie temporali.

Consiglio: se le serie temporali da riportare nel grafico sono molte, si possono realizzare più grafici  affiancati tra loro (ognuno con una serie temporale) per facilitare il confronto.

Per creare un grafico a linee su Excel partiamo sempre da una tabella di dati. Seguiamo la stessa procedura vista per i grafici a barre, ma selezioniamo l’icona dei grafici a linee (3). Scegliamo poi una delle opzioni proposte tra le “Linee 2D”.



Il grafico avrà il layout di base di Excel, ora sta a noi migliorarlo esteticamente e sopratutto fare in modo che comunichi quello che vogliamo. Iniziamo quindi a inserire le etichette dei dati e a togliere tutti quegli elementi che appesantiscono il nostro grafico, come la griglia di sfondo e l’asse y. Possiamo modificare questi aspetti cliccando su “Struttura grafico” dal menu in alto e poi su “Aggiungi elemento grafico”.

Chiediamoci poi: tutti i dati sono veramente importanti? I dati importanti nel nostro caso potrebbero essere il “10%” (valore minimo) e il “45%” (valore massimo).  Scegliamo quindi di evidenziare questi valori e i relativi segmenti, aggiungendo anche i dati di gennaio (da dove siamo partiti) e di dicembre (dove siamo ora).

Puntiamo quindi sul colore. Per dare maggiore risalto ai segmenti che ci interessano, ne modifichiamo il colore. Come? Cliccando due volte sulla parte che vogliamo ricolorare si aprirà a destra il menu delle impostazioni. Dal menu possiamo scegliere, tra le altre cose, lo spessore e il colore delle linee.

Anche per i grafici a linee, niente effetti 3D!
Se avete bisogno di evidenziare i dati relativi all’inizio e alla fine di un periodo, allora è meglio optare per un altro tipo di grafico: lo slopegraph.

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